ՌՈՒԻՍՍԷՆ, ԺՈՐԺ-ԱՆՐԻ, յ.ը., Ս. Աթոռը եւ հայոց կոտորածը. 1894-1896, Քահանայապետական Արեւելեան Ինստիտուտ, Հռոմ 2012, 274

RUYSSEN, GEORGES-HENRI s. j., La Santa sede e i massacri degli Armeni. 1894-1896, [Pontificio Istituto Orientale], Roma 2012, pp. 274.

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Obiettivo del presente lavoro è illustrare la posizione della Santa Sede in relazione agli eccidi subiti dagli Armeni, al tempo del Sultano Abdul Hamid II, presentando, alla luce di documenti conservati presso l’Archivio Segreto Vaticano, gli sforzi della San­ta Sede per far cessare o per alleviare le sofferenze degli Armeni dell’Anatolia, vittime sia della repressione dei contingenti curdi e turchi («hamidie»), sia della passività della polizia regolare turca così come del Sultano che, invece di attuare riforme sostanziali, ri­get­tava ogni colpa sui Comitati Rivoluzionari Armeni, appoggiati dal Governo Inglese.

“Questo studio- afferma l’autore- si fonda e si struttura uni­ca­mente sulla corrispondenza diplomatica della Santa Sede conser­vata nell’Archivio Segreto Vaticano e mira a descrivere cronolo­gi­ca­mente gli eventi di questi anni luttuosi dal punto di vista della Chie­sa cattolica e della gerarchia. Una parte di questa corrispon­den­za è già stata utilizzata dal Conte Edoardo Soderini (1853-1934) nel capitolo «L’Armenia» della sua voluminosa opera Il Pontificato di Leone XIII ” (p. 12).

Anche il professor Marko Jačov nel La Questione d’oriente vista attraverso la tragedia armena (1894-1897), [Edizione Accademia Polacca delle Scienze e delle Lettere], Cracovia 2011, aveva presentato moltissimi documenti.

Ben venga allora il confronto di queste due opere che illu­strano un’epoca così travagliata in cui tanto sangue armeno scorse ed impregnò la terra avita e costrinse alla fuga tanti innocenti che non avevano voluto piegare troppo il capo sotto il giogo musul­mano.

Nel II capitolo dell’opera è significativa la presenza di una lettera, scritta da un armeno, Tigran Damatian, personaggio di cui pare ci sia noto solo il nome, che si era rivolto a papa Leone XIII il 25 dicembre 1893, quindi prima dei massacri.

 

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