ՆԱԽԱԲԱՆ

Sono qui raccolti gli Atti del Seminario internazionale «I Mongoli in Armenia: storia e immaginario», svoltosi presso il Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna il 26 e 27 novembre 2009.
 
Il Seminario, che ha costituito il momento finale del progetto di cooperazione interuniversitaria internazionale «I popoli dell’Asia centrale nelle fonti armene medievali e occidentali» finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), mirava in modo specifico all’approfondimento del periodo della dominazione mongola in Armenia e delle sue principali caratteristiche culturali e politiche.
 
Numerose e interessanti sono le fonti armene relative al cosiddetto «secolo mongolo» (1220-1335), e varie nella forma e nel contenuto: opere storiche, letterarie, colofoni, epigrafi ma anche miniature, sculture, decorazioni architettoniche. Il loro studio risulta particolarmente importante non solo per la ricostruzione della storia armena in sé, ma anche per gli elementi di comprensione che offre dei rapporti instauratisi tra conquistatori e conquistati sul piano politico, culturale ed artistico.

Oltre a dati di carattere più prettamente storico, il Seminario, come indica la seconda parte del suo titolo («storia e immaginario»), intendeva raccogliere anche echi della forte impressione che l’inatteso apparire di invasori così formidabili e diversi dai precedenti per aspetto fisico, lingua, costumi e religione aveva suscitato sugli Armeni. Particolarmente rilevanti sotto questo profilo risultano le interpretazioni dell’evento offerte dai testimoni del tempo, le descrizioni dei primi gruppi di invasori e dei loro comportamenti, la considerazione del ruolo dei sovrani mongoli nella società armena e altri aspetti.

 
I lavori del Seminario si sono aperti la mattina del 26 novembre con la dettagliata rassegna delle fonti armene di Marco Bais (Pontificio Istituto Otrientale, Roma), che ha opportunamente funto da cornice alle due giornate di studio; ad essa sono quindi seguite dodici relazioni, in ognuna delle quali temi generali si sono intrecciati ad aspetti specifici, spesso originali.
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