Իտալացի կին ճանապարհորդներ Երուսաղէմ (1850-1935): Նկարագրութիւններ եւ տպաւորութիւններ Երուսաէղմի հին քաղաքին մէջ հայոց ներկայութեան մասին

Ամփոփում  

VIAGGIATRICI ITALIANE A GERUSALEMME (1850-1935). DESCRIZIONI E IMPRESSIONI SULLA PRESENZA ARMENA NELLA CITTÀ VECCHIA DI GERUSALEMME.

 

MARIA CRISTINA RATTIGHIERI

 

 

L’ articolo offre un punto di vista esterno e “dall’estero” della Città Vec­chia di Gerusalemme, tra la metà del 1800 e il primo periodo del Mandato Bri­tannico, con particolare riguardo alla presenza armena. Nel lasso di tempo in­dicato, cinque viaggiatrici italiane si sono recate a Gerusalemme per motivi di­versi: tutte hanno scritto e pubblicato un diario sulla loro esperienza.

Una di loro era la famosa giornalista e scrittrice napoletana Matilde Serao, cattolica credente non convenzionale, ma rispettosa della tradizione, che, nel 1893, decise di andare in Terra Santa per ricavarne un reportage giornalistico. Altre due viaggiatrici, invece, si sono recate a Gerusalemme per compiere un pelle­grinaggio: Maria Sticco milanese, fervente cattolica, è andata con il primo pel­legrinaggio effettuato dall’associazione Gioventù Femminile Cattolica Italiana (GFCI) nel 1930; quattro anni più tardi è andata per lo stesso scopo l'altra, Maria Anna Spinelli da Pistoia. Per un’altra, la lombarda Cristina Trivulzio, un’agnostica scettica, Gerusalemme è stata invece la tappa di un lungo tour che stava effettuando nel Medio Oriente. Infine, Flora Randegger, figlia di un rab­bino di Trieste, appassionata credente ebrea, era andata nella Città Santa nel 1856 per vivere lì e fondarvi una scuola per ragazze.

Tutte hanno descritto le loro esperienze e ciò che hanno visto: una Città Vecchia, variegata, caotica, multiculturale, multireligiosa, multietnica, policen­trica e poliglotta. Una città dall’ “anima multipla” come una di queste viag­giatrici la definisce. Nei loro diari sono sempre presenti interessanti riferimenti alle comunità cristiane di Gerusalemme e, in particolare, alla comunità armena della Città Vecchia.

Volutamente, nell’articolo, le viaggiatrici sono presentate in senso crono­logico inverso: dalla più recente alla più lontana nel tempo, che è l’aristocratica lombarda Cristina Trivulzio, principessa di Belgioioso, proprio per dare risalto alle sue osservazioni sugli armeni, che sono riportate per intero. La Trivulzio aveva un occhio particolarmente attento e ha descritto, come nessun altro, la comunità armena che ha visto mentre si trovava nella Città Vecchia nel 1852. Le sue descrizioni e i commenti, tratti dal suo diario “Vita intima e vita nomade in Oriente”, prima scritto in francese nel 1855, è il fulcro del presente contrib­uto. Il suo diario è ricordato in due lavori molto importanti di Nathan Schur, pubblicati a Gerusalemme: Jerusalem in Pilgrims and Travellers’ Accounts, A Thematic Bibliography of Western Christian Itineraries 1300-1917 e  Twenty Centuries of Christian Pilgrimage to the Holy Land.

12.00€
Հատոր  
Էջեր  
23
Լեզու